Mercoledì 1 Aprile 2026
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Sono 140 le imprese messinesi che hanno conseguito la certificazione di genere, delle quali 78 hanno sede legale nel territorio peloritano. Il settore trainante è quello delle Costruzioni, che conta 45 certificazioni, pari al 32% del totale. Seguono i settori della Fornitura di acqua, reti fognarie e gestione rifiuti con 14 certificazioni (10%) e le Attività professionali, scientifiche e tecniche con 12 certificazioni (9%).
Questo quanto è emerso durante il convegno “L’Italia in chiave di genere. Lavoro, impresa e partecipazione femminile per la crescita del paese”, organizzato dalla Camera di commercio e dall’ufficio della consigliera di Parità della città metropolitana, svoltosi oggi pomeriggio al Palazzo camerale. «Studi statistici dimostrano che le aziende che hanno maggiore competitività sono quelle che puntano sull’inclusività – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina - un ambiente di lavoro inclusivo, infatti, favorisce l’incremento della creatività, dell’innovazione e della produttività. Fattori che implicano anche una maggiore attrattività per gli investitori. E l’inclusione e il potenziamento delle diversità passano anche e soprattutto per la lotta alle discriminazioni di genere in ambito lavorativo. Non a caso, la parità di genere è tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 ed è riconosciuta dall’Unione europea come fattore trainante della crescita economica. E la certificazione di genere va esattamente in questa direzione».
Presenti al convegno anche la segretaria generale dell’Ente camerale, Paola Sabella; la consigliera nazionale di Parità, Filomena D’Antini, la vicesegretaria generale di Unioncamere nazionale, Tiziana Pompei; e la consigliera di Parità della città metropolitana, Mariella Crisafulli, che ha moderato i lavori. «Insieme alla consigliera di Parità della città metropolitana e della Regione Siciliana, abbiamo voluto creare un’occasione che riunisse istituzioni, ordini professionali e imprese – dichiara Filomena D’Antini - per analizzare criticità, progressi e prospettive. Il sistema nazionale di certificazione della parità di genere è, oggi, uno strumento fondamentale per accompagnare le aziende verso modelli organizzativi più equi e inclusivi. Le testimonianze delle realtà del territorio che hanno ottenuto la certificazione dimostrano che investire sulla parità non è soltanto un atto di responsabilità, ma anche una scelta che produce valore, competitività e qualità del lavoro».
«Gli obiettivi del Pnrr prevedevano almeno 3.000 imprese certificate entro il 30 giugno 2026 – sottolinea Tiziana Pompei - di cui almeno il 60% costituito da piccole e medie imprese. Il traguardo è stato ampiamente superato, confermando la certificazione della parità di genere come la quarta certificazione più utilizzata. L’accordo tra Unioncamere e il dipartimento per le Pari opportunità, finalizzato all’implementazione della certificazione della parità di genere, ha colto, quindi, nel segno e, soprattutto, sta contribuendo in misura determinante alla diffusione della cultura della parità».
In apertura dei lavori, i saluti istituzionali del presidente Blandina; della rettrice, Giovanna Spatari; della dirigente Inail, Mariagiovanna Costanza; e del presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Messina, Enrico Spicuzza. A seguire, la tavola rotonda con il direttore provinciale dell’Inps, Gaetano Minutoli; la presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio, Cettina Scaffidi; e, da remoto, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca, e il direttore interregionale del Centro dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Stefano Marconi.
A portare la propria testimonianza, sono stati Simona Raymo per l’azienda “Simone Gatto”; Cono Galipò per la “Cooperativa servizi sociali”; Piera Calderone per la “Caronte & Tourist”; e Alessandra Savino per il consorzio “La Cascina”.

