Notizie

Giovedì 11 Marzo 2021

A scuola dalle CCIAA - Workshop

Di seguito si riportano i giorni, gli orari e i link diretti per iscriversi e aprtecioare ai lavori. In allegato è possibile scaricare i singoli flyer dei webinar che possono essere utilizzati per promuovere gli eventi e fare attività promozionali sui social. Vi invitiamo a darne un'ampia diffusione.

Martedì 16 marzo
A scuola dalle CCIAA: il ruolo delle Camere di commercio per una formazione professionale qualitativa e la certificazione delle competenze
ore 15.00 - 15.50 

Work experience all’estero attraverso esperienze virtuali: i PCTO con le Camere di commercio italiane all’estero
ore 17.00 - 17.50

Mercoledì 17 marzo
Come orientare le scelte degli studenti? Gli strumenti del sistema informativo Excelsior
ore 15.00 - 15.50 

Valorizzare le esperienze degli studenti nella transizione scuola lavoro. Le opportunità della banca dati CV del Sistema camerale e il supporto al placement
ore 17.00 - 17.50 

Giovedì 18 marzo
A scuola dalle CCIAA: il ruolo delle Camere di commercio per una formazione professionale qualitativa e la certificazione delle competenze
ore 15.00 - 15.50

Work experience all’estero attraverso esperienze virtuali: i PCTO con le Camere di commercio italiane all’estero
ore  17.00 - 17.50 

Venerdì 19 Marzo
Educazione imprenditoriale e cultura di impresa: dalla attivazione delle competenze imprenditive al fare impresa
ore 15.00 - 15.50 

Storie di alternanza: il lancio della IV edizione e le opportunità per le scuole e gli studenti
ore 17.00 - 17.50 

 

Ultima modifica: Giovedì 11 Marzo 2021
Venerdì 14 Maggio 2021

1 Turismo e Transizione Digitale

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Ultima modifica: Venerdì 14 Maggio 2021
Lunedì 10 Maggio 2021

ESAMI PER L’ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ DI AGENTI DI AFFARI IN MEDIAZIONE E CON MANDATO A TITOLO ONEROSO ART. 2, COMMA 3, LETTERA E) DELLA LEGGE 3 FEBBRAIO 1989 N. 39 ART. 73, COMMA SESTO, DEL D.LGS. 26 MARZO 2010, n. 59 e s.m.i. LEGGE

Ultima modifica: Lunedì 10 Maggio 2021
Venerdì 7 Maggio 2021

CONVEGNO DI STUDI “LAVORO PUBBLICO, BUROCRAZIA E PARTECIPAZIONE DI CITTADINI”

Link di partecipazione: https://zoom.us/webinar/register/WN_9d5d2zs1T-6uYtXnxhoyOA


Introduzione e saluti :
Ivo Blandina Presidente Camera di Commercio di Messina


Intervengono:
- Antonio Saitta Ordinario di Diritto Costituzionale Università di Messina
“Lavoro Pubblico e Carta Costituzionale"

Domenico Gaglioti Magistrato TAR Calabria
"Valutazione della performance, accountability e controllo dei cittadini"


Crescenzio Santuori Studio Legale Santuori
“Il limite degli incarichi dirigenziali fiduciari”


Pasquale Monea Segretario Generale della Città Metropolitana di Firenze
"Procedure di accesso nel Lavoro Pubblico: semplificazioni e garanzia di trasparenza"


Paola Sabella Segretaria Generale della C.C.I.A.A. di Messina
“Lavoro agile e valutazioni"


Mariella Crisafulli Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Messina
“ Impegno delle Consigliera di Parità per la promozione delle pari opportunità nel lavoro pubblico”

Carlo Biasco Direttore generale Regionale INAIL Sicilia
“Lavoro pubblico e sicurezza in epoca Covid 19”


Conclude i lavori
Cosima Di Stani
Prefetto di Messina


Modera: Santo Fabiano - Presidente Associazione Articolo 97


 

Ultima modifica: Venerdì 7 Maggio 2021
Mercoledì 5 Maggio 2021

Oltre 9000 le imprese messinesi che utilizzano il Cassetto digitale dell’imprenditore Raddoppiate, rispetto al periodo pre-Covid, le adesioni delle aziende

Sono 9.747 le imprese messinesi che aderiscono a impresa.italia.it, il Cassetto digitale dell’imprenditore: la piattaforma on line che consente di accedere ai documenti ufficiali della propria azienda, depositati al Registro imprese delle Camere di commercio, per scaricarli gratuitamente - anche in mobilità - e condividerli in modo facile, sicuro e veloce.

Ben 22.271 i documenti scaricati dalle aziende della provincia di Messina al 22 aprile 2021, mentre, in tutta Italia, si registra l’adesione al Cassetto digitale di un milione di imprenditori. Estremamente significativo il risultato raggiunto dall’iniziativa avviata nel 2017, con una crescita delle attivazioni del 100% in poco più di un anno, grazie all’impegno del sistema camerale e di Infocamere, nell’azione di partnership istituzionale con le imprese, per la messa a disposizione di strumenti digitali di reale semplificazione e innovazione.

«Il Cassetto digitale è uno strumento innovativo, gratuito e molto utile perché veloce, semplice e trasparente – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – rappresenta un imprenditore dotato di identità digitale che, grazie all'utilizzo di smartphone e tablet, acquisisce sempre maggior consapevolezza del valore del patrimonio informativo degli Enti camerali, aperto alle esigenze della propria impresa. Un servizio che è, certamente, un valore aggiunto per l’azienda, che dev’essere sempre più “smart” e competitiva nell’era del digitale, e del quale le imprese messinesi hanno colto immediatamente l’importanza, se si considera che nel 2018 le adesioni erano solo 910».

Sul territorio nazionale, durante l’anno pandemico, il servizio ha visto aderire, senza oneri, tutte le diverse forme di impresa. Rispetto al periodo pre-Covid, l’esplosione dell’emergenza sanitaria ha visto raddoppiare le adesioni e quadruplicare la frequenza media degli accessi giornalieri. A Messina, nel novembre del 2019, le adesioni al Cassetto digitale erano 3782; nel febbraio del 2020, 4817: sono, dunque, raddoppiate rispetto al periodo pre-Covid.

Per accedere al Cassetto digitale basta collegarsi al sito impresa.italia.it ed entrare attraverso gli strumenti di identità digitale che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo Spid (il Sistema pubblico di identità digitale) o la Cns (la Carta nazionale dei servizi).

Per chi ne fosse sprovvisto, è possibile ottenerli rivolgendosi alla Camera di commercio.


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Ultima modifica: Mercoledì 5 Maggio 2021
Mercoledì 5 Maggio 2021

Prospettive della trasformazione digitale nelle nuove normalità

Link dello streaming per seguire l'evento:

https://www.youtube.com/watch?v=oftjnTsfnvo

Ultima modifica: Mercoledì 5 Maggio 2021
Martedì 4 Maggio 2021

Campagna Bilanci 2021

Il termine per il deposito dei bilanci delle società è prossimo: scopri tutte le novità del 2021 e verifica quali nuovi strumenti la Camera di Commercio mette gratuitamente a tua disposizione. Compilare, validare l’istanza XBRL, verificarne la correttezza e spedire la pratica di Bilancio quest’anno sarà più semplice. Lo strumento Bilancio Online da giugno 2021 non sarà più disponibile: preparati subito alle novità.

Partecipa al webinar gratuito per saperne di più.

PROGRAMMA:

  • Le novità della Guida Unioncamere 2021 e gli strumenti informativi utili
  • Le scadenze e le tassonomie XBRL 2021
  • La predisposizione degli allegati (diciture di conformità, formati e firme)
  • Gli strumenti per il deposito del Bilancio
  • Il nuovo strumento DIRE

LINK PER L'ISCRIZIONE

Link 10 maggio | 10:00-11:30
https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_oKQEOK55TuSBQwZXjfT_jQ

Link 11 maggio | 15:00-16:30
https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_gq4p3C3LRXKU-uLFjKqqEQ

Link 12 maggio | 10:00-11:30
https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_EGAW5QZ_TdqNjiFUhcqpiQ

Link 13 maggio | 15:00-16:30
https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_N79cPV1RT1-0pwwAdESzzA


 

Ultima modifica: Martedì 4 Maggio 2021
Lunedì 3 Maggio 2021

Bando Ismea 2021 Più Impresa Imprenditoria giovanile in agricoltura

Beneficiario

Chi sono i beneficiari dell'agevolazione?

Sono destinatari dell'agevolazione micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti, con i seguenti requisiti:

  1. subentro: imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; la maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni;
  2. ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

 

Agevolazione

Quali sono le agevolazioni previste?

1.Mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60 per cento delle spese ammissibili;

2.Contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35 per cento delle spese ammissibili.

  • Per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di euro 200.000.
  • Le spese effettuate devono essere rendicontate per Stato Avanzamento Lavori (nel numero massimo di 5) al fine di ottenere l'erogazione delle corrispondenti quote di agevolazioni.

 

Scadenza

Qual'è la scadenza prevista per la presentazione delle domande di contributo?

Domande presentabili fino ad esaurimento fondi.

 Domande presentabili dal 30 aprile, l’ammissione avverrà seguendo l’ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento risorse.

 

Interventi ammessi

Quali sono i progetti finanziabili?

Progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo, in particolare:

1.le spese per lo studio di fattibilità sono ammissibili nella misura del 2 per cento del valore complessivo dell'investimento da realizzare; inoltre la somma delle spese relative allo studio di fattibilità, ai servizi di progettazione sono ammissibili complessivamente entro il limite del 12 per cento dell'investimento da realizzare;

2.le spese relative alle opere agronomiche sono ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria;

3.le spese relative alle opere edilizie e oneri per il rilascio della concessione;

4.per le spese di investimento relative al settore della produzione agricola primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, l'acquisto di terreni è ammissibile solo in misura non superiore al 10 per cento dei costi ammissibili totali dell'intervento da realizzare;

5.la potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100 per cento della capacità produttiva, stimata a regime, dell'azienda agricola oggetto dell'intervento.

 

Caratteristiche dell'intervento

  1. Investimenti fino a  euro 1.500.000 Iva esclusa;
  2. Durata da 5 a 15 anni.

 

Cosa non finanzia: diritti di produzione, animali e piante annuali, lavori di drenaggio, impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, investimenti di sostituzione di beni preesistenti, lavori in economia, impianti e macchinari usati, capitale circolante.

Garanzie: L'impresa beneficiaria deve fornire garanzie di valore pari al 100 per cento del mutuo agevolato concesso, anche acquisibili nell'ambito degli investimenti da realizzare, per una durata almeno pari a quella del mutuo agevolato concesso dall'ISMEA. Sono ammissibili:

-garanzie ipotecarie di primo grado su beni oggetto di agevolazioni, oppure su altri beni della beneficiaria o di terzi;

-in alternativa o in aggiunta all'ipoteca, fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.

Ultima modifica: Lunedì 3 Maggio 2021
Venerdì 30 Aprile 2021

I trimestre 2021: 2056 posti di lavoro in meno rispetto al I trimestre del 2020

Pur chiudendosi con un saldo positivo pari a 278 unità, il I trimestre 2021 fotografa una situazione occupazionale preoccupante nella provincia messinese: 2056 i posti di lavoro andati perduti rispetto al I trimestre 2020.  Un dato che avrebbe potuto essere ancor più drammatico, se negli ultimi tre mesi non ci fosse stata un’inversione di tendenza nel settore dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca: +1641.

Secondo i dati elaborati dall’ufficio Statistica dell’Ente camerale, sulle rilevazioni effettuate da Movimprese, nel I trimestre dell’anno, la consistenza dell’imprenditoria messinese tra aperture e chiusure fa registrare, quindi, un saldo positivo di + 278 unità (nello stesso periodo del 2020, il saldo era pari a -92; nel IV trimestre del 2020, +295). Da gennaio a marzo 2021, a fronte di 742 nuove iscrizioni, sono state denunciate 464 cessazioni, che hanno portato lo stock complessivo di imprese a 63.086. Un dato che va letto, comunque, tenendo presente la contrazione dei posti di lavoro: oltre 2000 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La perdita più consistente di addetti si registra nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio (- 893), seguito da quello di Attività di servizi di alloggio e ristorazione (-751), Sanità e assistenza sociale (- 525), Attività immobiliari (- 482) e Attività artistiche, sportive e di intrattenimento (- 83). Va segnalato, inoltre, che se il dato che riguarda il Commercio, la Sanità e assistenza sociale e le Attività immobiliari evidenzia piccoli segnali di ripresa se si fa riferimento al IV trimestre 2020, non così è per Attività di servizi di alloggio e ristorazione, che registra un’ulteriore perdita di posti di lavoro pari a -163, e per Attività artistiche, sportive e di intrattenimento: -33.

«Gli effetti della pandemia sul nostro tessuto economico e imprenditoriale sono sempre più evidenti – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – il che conferma, ancora una volta, che le misure introdotte per il contenimento degli effetti della crisi, sin dal principio, sono state assolutamente inidonee e intempestive. E tutto questo non poteva non avere riflessi disastrosi anche sul piano occupazionale. L’analisi dei dati rileva come, da mesi, stiamo assistendo al tracollo delle imprese di alcuni settori, primo fra tutti il turismo e la ristorazione. Quella recessione e desertificazione della quale abbiamo parlato spesso e che tanto abbiamo temuto è sempre più palpabile: basta fare una passeggiata per accorgersi quanto lo scenario sia sempre più desolante con saracinesche abbassate ovunque, attività in ginocchio e una crescita esponenziale della povertà e del disagio sociale. Non si può aspettare oltre, ormai lo ripetiamo da un anno: bisogna evitare il definitivo collasso del tessuto economico e sociale del nostro territorio».

L’analisi dell’andamento dei tassi di sviluppo per settore di attività evidenzia che a risentire maggiormente in questo I trimestre del 2021 sono stati soprattutto le Attività manifatturiere (-17 imprese), seguite da Trasporto e magazzinaggio (-15 imprese), Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (- 13 imprese), Altre attività di servizi (-10), Sanità e assistenza sociale e Attività artistiche, sportive e di intrattenimento (-6), Commercio (-5).

Per quanto riguarda il Comune di Messina, i posti di lavoro andati persi, rispetto al I trimestre 2020, sono 1748: le punte più alte si registrano nei settori Sanità e assistenza sociale (-663), del Commercio (-498) e Attività immobiliari (-474).

«Come ha evidenziato lo “Screenshot dell’economia” presentato da Unioncamere, la pandemia ha accresciuto notevolmente i divari territoriali per quel che concerne il genere, l’età e i settori produttivi – dichiara la segretaria generale, Paola Sabella – per provare a ridurli diventa essenziale puntare sul digitale. L’utilizzo delle nuove tecnologie, infatti, può essere la chiave di volta: la strada giusta per limitare le differenze tra aziende e per agevolare il recupero delle imprese dei servizi, certamente tra le più tartassate dagli effetti disastrosi che il Covid ha generato anche sul tessuto economico».

Ultima modifica: Venerdì 30 Aprile 2021
Giovedì 29 Aprile 2021

Il digitale fa bene alle imprese ma c’è ancora molto da fare: solo una azienda su 4 conosce Impresa 4.0

La pandemia ha accresciuto i divari territoriali, di genere, di età e fra i settori produttivi, ma il digitale è la leva per ridurli. Come mostra il dossier presentato oggi da Unioncamere, nel corso dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio, l’utilizzo delle nuove tecnologie limita le differenze tra piccole e medio-grandi aziende, contribuisce a sostenere la governance delle imprese manifatturiere a conduzione familiare, agevola il recupero delle aziende dei servizi, più tartassate dal Covid. Ma c’è ancora molta strada da fare: solo il 26% delle imprese italiane è a conoscenza del Piano Impresa 4.0 e, tra queste, il 9%, pur conoscendolo, comunque non investe. Per il resto, vale a dire per i due terzi della manifattura italiana, gli strumenti messi in campo e le grandi opportunità offerte dalle tecnologie non sono (ancora) all’ordine del giorno.

 

La digitalizzazione vale fino a 7 punti di Pil, ma abbiamo ancora un ritardo enorme da colmare”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una occasione unica, però occorre coinvolgere attivamente milioni di Pmi, di artigiani e di lavoratori autonomi. I Punti Impresa Digitali realizzati dalle Camere di commercio hanno introdotto in questi anni oltre 350mila aziende alle tecnologie abilitanti attraverso migliaia di corsi di formazione, di assessment e di supporti operativi. E oggi questa speciale rete è una best practice a livello internazionale riconosciuta da OCSE e Commissione europea”.

Le Camere di commercio ritengono fondamentale - spiega Sangalli – che vengano forniti assistenza e supporto alle Pmi nei prossimi cruciali anni adottando il modello della statunitense SBA (Small Business Administration). Non serve creare uno strumento ex novo, ma bisogna affidare a livello territoriale questo incarico alle Camere di commercio, il referente più vicino alle micro, piccole e medie imprese sui temi cruciali per lo sviluppo del nostro Paese”.

 

Secondo i dati di Unioncamere e del Centro studi Guglielmo Tagliacarne, il 70% delle micro e piccole imprese che ha avviato la svolta digital ritiene di poter raggiungere i livelli di produttività pre-Covid già nel 2022 (contro il 61% di quelle che ancora non hanno messo in campo investimenti nelle nuove tecnologie), allineandosi così alla quota di medio-grandi imprese che hanno la medesima previsione.

Le imprese familiari hanno risentito particolarmente dei riflessi negativi della crisi pandemica e solo in 6 casi su 10 confidano in un recupero entro il 2022. Tra quelle che hanno investito nel digitale, però, la quota sale al 70%.

Analoghi effetti positivi si riscontrano tra le imprese dei servizi: il 61% di quelle digitalizzate, infatti, ritiene di poter azzerare gli effetti dell’emergenza sanitaria entro il 2022, a fronte del 53% di quelle non digitalizzate.

 

I Punti impresa digitale (Pid) delle Camere di commercio in tre anni hanno avvicinato alle nuove tecnologie oltre 350mila imprenditori e gli sforzi messi in campo per favorire la transizione digitale cominciano a dare i primi frutti. Se la metà dei 32mila imprenditori che hanno effettuato finora i test di autovalutazione messi a disposizione dalle Camere di commercio è ancora alle prime armi, il 48% ha fatto un passo avanti, risultando Specialista, Esperto o Campione. Tre anni fa questi risultati erano stati raggiunti da meno del 40% degli imprenditori.

Questa accelerazione verso l’uso di strumenti 4.0 da parte delle PMi si inserisce all’interno di un generale percorso di crescita della digitalizzazione delle imprese avviato tre anni fa grazie alle politiche di incentivazione messe in campo dal governo e ai servizi di assistenza offerti dalla rete dei soggetti qualificati presenti sul territorio nazionale (Competence center, DIH, EDI, PID) e oggi disponibile sul sito Atlante i4.0 (www.atlantei40.it) promosso da Ministero dello Sviluppo Economico ed Unioncamere.

 

Il Trentino Alto Adige svetta in cima alla classifica nazionale per livelli di digitalizzazione delle Pmi, avendo un livello di digitalizzazione di 2,31 su un punteggio massimo di 4, contro una media nazionale di 2,03. Seguono la Lombardia con un punteggio di 2,16 e l’Emilia-Romagna con 2,14.

Le regioni del Sud, in particolare Sicilia (con un livello di digitalizzazione di 1,84) e Calabria (con un livello di digitalizzazione di 1,92), sono fanalini di coda per maturità digitale delle Pmi.

 

Ultima modifica: Giovedì 29 Aprile 2021